Archive2020-06-19T11:05:02+00:00

Dl Rilancio, Professionisti: “Inaccettabile discriminazione nei nostri confronti”

link  >> Dl Rilancio, Professionisti: "inaccettabile discriminazione nei nostri confronti" Non si può che essere d’accordo su quanto afferma il CNAPPC (vedi il comunicato stampa dello scorso 19 maggio), in merito al Decreto Rilancio: le istituzioni non ritengono la nostra una libera professione leader, utile alla generazione della legge, in grado di portare conoscenza e professionalità. E proprio su questo lo stesso CNAPPC dovrebbe riflettere. Perché non siamo coinvolti? Forse non si riesce ad essere incisivi a livello diplomatico, quando a dialogare devono essere rappresentanti che dimostrano di

GAR 229. Post-Covid / Razzismo / Soleri

Cari lettori, traendo spunto dalle drammatiche cronache inerenti i conflitti sociali negli Stati Uniti, proviamo a vedere come il tema della discriminazione razziale sia stato trattato negli allestimenti e nelle architetture chiamati a dar forma alle ricostruzioni della public history. Una narrazione che, lungi dall'essere memoria condivisa, è tutta affidata, come nelle pregevoli opere di MASS Design, ad outsiders bianchi ben referenziati... Restando nella terra a stelle e strisce, il trasloco della scuola, fondata da Wright a Taliesin, presso la comunità di Arcosanti fondata da Soleri (che di quella scuola fu uno

GAR 228. Cambiamento climatico

Cari lettori, il ritorno a una certa (apparente?) normalità non ci esenta (anzi, ci dovrebbe stimolare) dalla perlustrazione di pratiche virtuose nella gestione ambientale. Così, seppur senza voler per forza individuare nessi diretti con la pandemia, torniamo a occuparci di programmi, piani e progetti di trasformazione urbana in relazione al cambiamento climatico e, in particolare, alla resilienza delle città di fronte alle sempre più improvvise e inattese inondazioni dovute a fenomeni temporaleschi estremi. Battere strade alternative (di "decrescita", nell'accezione più allargata del termine?) può anche voler dire aprire un ragionamento,

GAR 227. Christo

Cari lettori, si può stabilire un nesso tra l'operato di Christo (in omaggio al quale pubblichiamo un'intervista in cui racconta di un suo grande progetto di particolare valenza simbolica e iconica) e la condizione della "città assente", che speriamo di non dover più rivivere dopo il confinamento. Avviluppando i manufatti, Christo (e sua moglie Jeanne-Claude) ne hanno, in realtà, sottolineato l'astanza, forzandoci prima a intuirli e poi ad anelarne la contemplazione, una volta liberati dai drappi. Allo stesso modo, ora che stiamo tornando a calcare il suolo delle

GAR 226. Presidi sanitari emergenza…

Cari lettori, l'auspicato ritorno alla normalità non può esimerci dal guardare alla condizione (speriamo quanto mai transeunte) del distanziamento fisico come occasione per riflettere su temporanee riconfigurazioni degli assetti spaziali: ad esempio, a metà tra provocazione e visioni dell'immaginario artistico e architettonico, le "Supersuperfici" per gli stabilimenti balneari. E mentre Gilles Clément, da sinistra, lancia appelli per un ritorno della ruralità a chilometri zero, sarebbe già tanto se tutti noi sapessimo dimostrarci sufficientemente attenti all'ambiente da non disperdervi i dispositivi di protezione individuale (il WWF stima che se

GAR 225. Sulla ripartenza…

Cari lettori, il percorso della ripartenza è lastricato dalla buona volontà degli architetti, che stanno predisponendo piattaforme di dialogo interdisciplinari, nell'auspicio di fare massa critica e farsi sentire nelle sedi opportune, al fine di superare la loro atavica marginalità all'interno del sistema Italia: diamo riscontro delle principali iniziative nel reportage di apertura. Reportage che, in merito al "come" delle azioni di piano e progetto, rimanda alla delicata questione del rapporto tra norma e deroga: come già ricordato in una lettera da noi pubblicata la scorsa settimana, e come

GAR 224. Politiche e spazi post Covid-19

Cari lettori, quali politiche per quali spazi nel post Covid-19? Intanto, se dovremo stare distanti (fisicamente, non socialmente), serve una maggior quantità di spazio pubblico, più capiente, più articolato, più polisemico e polifunzionale; uno spazio ibrido, fatto di più componenti, flessibile a diversi usi. Il fatto è che, come abbiamo già più volte accennato nelle scorse settimane, i termini "ibridazione" o "densità" sono calati a picco negli indici di popolarità... Inoltre, ai fini della messa a punto di strategie per le aree interne del Paese, lo spazio, come

GAR 223. Città e convivenza

Cari lettori, mentre con cautela, come cittadini, stiamo riprovando a mettere il naso fuori da casa e a godere (con giudizio) dell'ambiente circostante, qui seguitiamo ad ospitare riflessioni sulla città e la convivenza che ci attendono. Sembra però oggettivamente difficile aspirare a virtuosi modelli urbani basati sul senso di comunità, se ci troviamo di fronte ad ormai istintive tendenze alla distanza e alla diffidenza. Ma poi, i temi della città più accessibile e più connessa, non sottendevano già i pronunciamenti sulla città rigenerata, intelligente e smart di cui

GAR 222. Professione: rinascita o declino?

Cari lettori, a due mesi dall’arrivo del Coronavirus in Italia viviamo ancora un’immobilità piuttosto laboriosa. Nel mondo delle professioni, il lockdown ha creato danni oggi non ancora quantificabili ma non fermato del tutto un lavoro che ha utilizzato strumenti differenti. Call e piattaforme per riunioni a distanza, ma anche i più tradizionali telefoni e gli scambi di e-mail, hanno dimostrato la loro grande utilità, indispensabile in questo momento, ma hanno evidenziato quanto siano importanti la socialità “in presenza”, gli incontri e il confronto diretto per l’esteso mondo del