Archive2020-06-19T11:05:02+00:00

GAR 221. Rigenerazione Urbana

Cari lettori, dando la precedenza ad un intervento espressamente inviatoci dal presidente Pino Cappochin, che ci illustra le azioni anticrisi del CNAPPC (la scorsa settimana da noi tacciato di "latitanza"), anche il Giornale comincia ad attrezzarsi per la "fase 2". Lo facciamo a partire da un'intervista-fiume (un premio a chi arriva in fondo, ma ne vale la pena) a Giovanni Maria Flick, da sempre attento al tema della città. Nelle riflessioni e proposte che seguono, ragionando di scenari possibili sul destino di luoghi pubblici, residenzialità, formazione, musei, la parola

GAR 220. Neuroscienze

Cari lettori, questa settimana proponiamo una serie di riflessioni e report che proseguono i temi al centro dell'attenzione nelle ultime settimane. Sul fronte della percezione dello spazio dal confino, chiediamo aiuto alle neuroscienze per interpretare la nostra visione del mondo attraverso le finestre. Sul fronte del lavoro, dopo aver visto la scorsa settimana il caso britannico, ci spostiamo in giro per l'Europa approdando in Austria, dove rileviamo significative politiche di welfare del governo a sostegno dei settori in difficoltà, ma anche un risoluto impegno delle associazioni di categoria

GAR 219. Spazio e reclusione

Cari lettori, questa settimana continuiamo a indagare la percezione dello spazio nella condizione di reclusione. Per quanto riguarda quello domestico, il borsino segna un netto calo di consensi per l'open space, cavallo di battaglia degli architetti cool, dal Movimento moderno in qua, a vantaggio della compartimentazione in stanze e corridoi tanto cara alle culture edilizie precedenti. Ma gli spazi open, flessibili per necessità, che connotano i grandi contenitori fieristici, si stanno rivelando consoni al "riuso adattivo" (assai meglio delle tende da campo) per allestire gli ospedali d'emergenza: lo

GAR 218. Abitare recluso

Cari lettori, come vedrete al fondo, continuiamo a tenerVi aggiornati sulla condizione della professione, oltre a proporVi due ulteriori contributi nell'ambito dell'inchiesta sull'avvilente realtà dell'edilizia carceraria in Italia. Tuttavia, da questa settimana allarghiamo lo sguardo alla condizione dell'abitare recluso e alla percezione della città deserta. Una città spettrale, quanto fotogenica, da immagine patinata che tanto piace (o forse, dopo queste vicende, piaceva?) agli architetti cool, disturbati dalla presenza umana che contamina gli spazi da essi concepiti. Una città drammaticamente lontana dal ritratto restituitoci dal rapporto Labsus. E non mancano

GAR 217. Interviste presidenti OAPPC

Cari lettori, con la terza settimana di quarantena apriamo una finestra (almeno quelle si possono ancora aprire...) sulla condizione degli architetti liberi professionisti, che affrontano la peggiore debacle degli ultimi decenni, e che il decreto "Cura Italia" lascia ai margini. Nell'inchiesta a cura di Laura Milan, in vista dei futuri assetti post-pandemici dell'organizzazione professionale, le interviste ai presidenti degli Ordini in alcune delle province più colpite dal virus rivelano, tra preoccupazioni e rivendicazioni, l'aspirazione alla multidsciplinarietà. Attendiamo di vedere se, davvero, nulla sarà più come prima. A Venezia,