Archive2020-06-19T11:05:02+00:00

GAR 240. Ritratti di città: Milano

Cari lettori, nel dipinto “La città che sale” (1910), celebre opera di Umberto Boccioni, il turbinio di colori e le scie cromatiche descrivono la costruzione di una centrale elettrica nella periferia di Milano. L’edificio, ancora in cantiere, è circondato dalle impalcature e svetta sul resto. I tram che passano velocemente, le case in costruzione e, sullo sfondo, le ciminiere delle fabbriche. In primo piano nulla è fermo. Viene descritto così il progresso industriale, tanto amato dai pittori futuristi. In un certo senso, nulla è cambiato da allora. Milano non si

Torino Design of the City

Ritorna fino al 29 ottobre la quarta edizione del mese dedicato al design Torino Design of the City ritorna dall’1 al 29 ottobre, nonostante le incertezze di questo difficile periodo, con appuntamenti in presenza e a distanza. Le diversificate proposte danno corpo a un programma che raccoglie le iniziative organizzate dagli enti che lavorano sul design e che aderiscono al Tavolo Consultivo. Mostre, festival e performance Da Graphic Days che apre con “Transitions” e indaga i paradigmi e gli scenari relativi alla società e all’ambiente e le loro

GAR 239. Dorte Mandrup

Cari lettori, a dispetto di un contesto che, nei vertici della ricerca progettuale, così come del dibattito culturale, continua a essere in gran parte appannaggio di figure maschili, l'apertura di questa settimana è, con pieno merito, dedicata a Dorte Mandrup. L'architetta danese è stata, infatti, capace di ritagliarsi un ruolo di primo piano, non solo per l'originalità delle proposte architettoniche, ma anche per il tipo di committenza, che accomuna molte di esse ed esprime l'impegno per la conoscenza e la salvaguardia degli ambienti naturali, a rischio per via della pressione

GAR 238. Ritratto di Montevideo

Cari lettori, questa settimana diamo ampio spazio all'America, soprattutto a quella Latina. Partiamo con il ritratto di Montevideo, la quale, grazie anche a un solido piano urbanistico che punta molto sull'inclusione sociale nella gestione urbana, presenta standard inconfrontabili con le altre metropoli sudamericane. Questo è, anche, un riflesso delle riforme promosse negli anni passati da un presidente di rara levatura, qual è stato Pepe Mujica. Passiamo poi a Medellín, dove il Parque del rio è un altro tassello che impreziosisce la celebrata città colombiana nella sua dotazione di spazi e infrastrutture pubblici. Nel

GAR 237. The women of Rebibbia

Cari lettori, questa settimana diamo evidenza a temi legati all'offerta culturale. A Vienna registriamo lo slancio formalista dell'ampliamento del Leopold Museum; gesto inatteso, vista la continuità di firma dei rigorosi Ortner & Ortner, già artefici di tutto il Museumsquartier. A Roma, nell'ambito del nostro tour tra i principali rinnovamenti allestitivi dei musei nazionali, ci occupiamo di palazzo Barberini. A Parma, le storie gravitanti intorno all'Ospedale vecchiosi fanno racconto vivo e catalizzano il recupero dell'intero comparto monumentale, sebbene l'allestimento di Studio Azzurro lasci piuttosto in subordine gli eloquenti spazi dell'ex nosocomio. E,

GAR 236. Ritorno a scuola

Cari lettori, al rientro da queste strane vacanze non possiamo non rivolgere un pensiero alla scuola che riparte; rilevando, come ci ricorda Federica Patti, che l'attenzione politica e mediatica è stata prevalentemente focalizzata sulla questione degli arredi (mobili) e delle loro dimensioni, dimenticando paradossalmente quella degli spazi, che sono invece sempre i medesimi... Un'occasione sprecata, da parte del governo e del Ministero, per ripensare gli assetti del parco scolastico, nonostante la messe di studi e proposte spontaneamente fioriti in questi mesi in seno al milieu architettonico. Intanto, lungo l'intera Penisola, fioriscono

GAR 235. Ammodernamento edilizio

Cari lettori, ci congediamo per la pausa estiva concludendo la lunga inchiesta sulla condizione dell'edilizia carceraria italiana con due qualificati contributi di addetti ai lavori, finalmente non architetti. Le loro riflessioni convergono sull'asincronia dell'agenda politica nello scollamento temporale tra scelte decisionali e azioni concrete. Per un'inchiesta che si chiude, ne apriamo un'altra, a cura di Luca Caneparo, sull'ammodernamento edilizio: tema quanto mai attuale visto il superbonus del 110% di agevolazioni per interventi di miglioramento energetico e sismico degli edifici, recentemente approvato dal governo. La nostra riflessione si sofferma sugli aspetti

GAR 234. Sviluppo locale

Cari lettori, la corposa intervista a Fabrizio Barca, incentrata sul tema dello sviluppo locale, tocca la cruciale questione della redistribuzione delle opportunità; lo fa attraverso argomentazioni che, purtroppo, paiono desuete in questi tempi social e smart: il miglioramento dello status degli individui attraverso l'accesso alla conoscenza e la valorizzazione dei saperi. Solo così si possono superare atteggiamenti "neocolonialisti", dettati da presunzioni demiurgiche, scollamenti rispetto ai contesti e cattive coscienze assistenzialistiche. E a proposito di gestione del territorio, ecco due casi antitetici. Da un lato c'è Urbino, tutta ripiegata su un passato

GAR 233. Riforestazione urbana

Cari lettori, nella settimana in cui si discute, in chiave di rilancio dell'economia delle filiere, di semplificazioni, di deregulation sugli appalti, di abolizioni di appalti sotto soglia, di liste di grandi opere da completare nell'Italia delle grandi incompiute (intanto, abbiamo assistito a una prova generale di funzionamento del Mose a Venezia , scoprendo però che ci vorrà ancora un anno per la sua reale entrata in funzione, ammesso poi che sia all'altezza... delle maree), ci occupiamo di aspetti molto più minuti, ma più immediatamente e "semplicemente" operabili, come

GAR 232. Adattamento

Cari lettori, questa settimana torna con forza il tema dell'adattamento di luoghi, spazi e attività alla condizione post pandemica e della ripartenza. Lo si percepisce dall'agenda urbana di Bari, guidata, per il secondo mandato, dal sindaco Antonio Decaro, che ha anche la delega all'Urbanistica ed è presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani. Al di là degli slogan, la sua "urbanistica tattica", se da un lato punta con convinzione sulle politiche della produzione di spazio pubblico, dall'altra sembra un po' velleitaria sulle specifiche azioni: può bastare la segnaletica a restituire

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