Cari lettori,

con la terza settimana di quarantena apriamo una finestra (almeno quelle si possono ancora aprire…) sulla condizione degli architetti liberi professionisti, che affrontano la peggiore debacle degli ultimi decenni, e che il decreto “Cura Italia” lascia ai margini. Nell’inchiesta a cura di Laura Milan, in vista dei futuri assetti post-pandemici dell’organizzazione professionale, le interviste ai presidenti degli Ordini in alcune delle province più colpite dal virus rivelano, tra preoccupazioni e rivendicazioni, l’aspirazione alla multidsciplinarietà. Attendiamo di vedere se, davvero, nulla sarà più come prima.
A Venezia, invece, verifichiamo l’efficacia dell’estensione ad hoc dell’Art bonus al patrimonio ecclesiastico lagunare, alle prese con gli enormi danni causati dall’acqua alta di fine 2019. Come ovunque, ora i turisti “mordi e fuggi” non assaltano più i monumenti: si stava meglio quando si stava peggio…
Come antidoto al riposo forzato, proponiamo un’infornata di recensioni librarie. Permettendoci di osservare che, prima dell’ulteriore necessario lockdown, le librerie erano già chiuse da principio perchè non figuranti tra i servizi di necessità (perchè invece profumerie e ferramenta lo erano molto di più?). Davvero con la cultura non si mangia…
Eppure, la cultura ha dato un bel segnale. A Cannes, il Palazzo dei congressi, con il Festival del cinema rinviato, è stato destinato a riparo notte e giorno per 50 senzatetto, nell’ambito delle misure anti-coronavirus. Giusto per ricordarci che, se noi siamo in emergenza, gli ultimi del pianeta lo sono da sempre. (Per alcune conferme, chiedere ai migranti dalla Libia a Lesbo, ai siriani che hanno appena “festeggiato” 9 anni di guerra civile, o agli abitanti del Corno d’Africa martoriati dall’invasione delle locuste…).

Buona lettura!
Luca Gibello, direttore

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