Cari lettori,

come vedrete al fondo, continuiamo a tenerVi aggiornati sulla condizione della professione, oltre a proporVi due ulteriori contributi nell’ambito dell’inchiesta sull’avvilente realtà dell’edilizia carceraria in Italia.

Tuttavia, da questa settimana allarghiamo lo sguardo alla condizione dell’abitare recluso e alla percezione della città deserta. Una città spettrale, quanto fotogenica, da immagine patinata che tanto piace (o forse, dopo queste vicende, piaceva?) agli architetti cool, disturbati dalla presenza umana che contamina gli spazi da essi concepiti. Una città drammaticamente lontana dal ritratto restituitoci dal rapporto Labsus. E non mancano ironie della storia, come rivelano le vicende odierne del primo lazzaretto degli Stati Uniti (che piangono, per il virus, la dipartita di una figura dello spessore di Michael Sorkin).

Per quanto invece riguarda la condizione dell’abitare, va rilevato che, se il virus ci considera tutti fratelli, non tutti siamo uguali di fronte all’obbligo di quarantena: diverso l’isolamento in una tenuta con villa, parco e piscina, o stipati in alloggi di pochi metri quadri; per non parlare dei casi estremi di chi “abita” un tugurio nei suburbi.

E poi, ma siamo davvero tutti così preda dell’horror vacui? Dalle più importanti istituzioni culturali fino all’ultimo povero diavolo, eccoci ingaggiati a produrre contenuti ed eventi virtuali, o a rendere accessibili on-line materiali e documenti d’ogni genere. Va bene che lo storytelling oggi sia tanto di moda, ma, vivaddio, ci sono sempre i libri. Sarebbe una buona occasione per leggerli, invece di usarli solo come arredo di sfondo, nelle scenografie delle interviste ai politici, come nelle nostre videoconferenze di lavoro…

Infine, per chi vive in condizioni domestiche minimamente confortevoli e in situazioni famigliari minimamente equilibrate, forse, tutto sommato, i vari disagi sono sopportabili. Ce lo ha ricordato anche la rubrica “Cronache da fuori” di Makkox, apparsa su «L’Espresso» n.13 del 22 marzo scorso, che qui pubblichiamo per gentile concessione del direttore del settimanale e dell’autore.

Buona lettura!
Luca Gibello, direttore

redazione@ilgiornaledellarchitettura.com

Immagine di copertina: disegno di Tommaso Balladore