Cari lettori,

questa settimana torna con forza il tema dell’adattamento di luoghi, spazi e attività alla condizione post pandemica e della ripartenza.
Lo si percepisce dall’agenda urbana di Bari, guidata, per il secondo mandato, dal sindaco Antonio Decaro, che ha anche la delega all’Urbanistica ed è presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani. Al di là degli slogan, la sua “urbanistica tattica”, se da un lato punta con convinzione sulle politiche della produzione di spazio pubblico, dall’altra sembra un po’ velleitaria sulle specifiche azioni: può bastare la segnaletica a restituire una diversa percezione dello spazio? Inoltre, negli anni, nel capoluogo pugliese non pochi sono stati i programmi ridimensionati e i concorsi rimasti lettera morta o conclusi con code polemiche.

Si ragiona poi d’incentivi per azioni diverse da quelle fisiche; in particolare, riferendosi al cohousing, in una visione organica dello sviluppo sostenibile non è possibile scindere la sostenibilità ambientale da quella sociale. Mentre nei luoghi della cura, come al Fatebenefratelli di Roma, si sperimentano ambientazioni virtuali di maggior comfort per video-visite.
Intanto, anche il mondo della cultura e dell’arte si attrezza: dalla mostra fruibile dalla vettura in un autosilo a Brescia (dove l’aspetto più interessante riguarda le potenzialità di flessibilità di uno spazio “rigido”) al programma espositivo del MAXXI a Roma, attento a introiettare i contenuti legati alla mutata condizione abitativa.

Buona lettura!