Cari lettori,
al rientro da queste strane vacanze non possiamo non rivolgere un pensiero alla scuola che riparte; rilevando, come ci ricorda Federica Patti, che l’attenzione politica e mediatica è stata prevalentemente focalizzata sulla questione degli arredi (mobili) e delle loro dimensioni, dimenticando paradossalmente quella degli spazi, che sono invece sempre i medesimi… Un’occasione sprecata, da parte del governo e del Ministero, per ripensare gli assetti del parco scolastico, nonostante la messe di studi e proposte spontaneamente fioriti in questi mesi in seno al milieu architettonico.
Intanto, lungo l’intera Penisola, fioriscono anche i festival: tra architettura e giardini, passando per il paesaggio, le parole d’ordine sembrano essere “consapevolezza” e “coinvolgimento”.
Diamo poi voce alle aree interne. Da quelle agiate del Roero, a quelle difficili dell’Alta Irpiniapost sismica o della remota provincia nissena, il filo rosso è rappresentato da una volontà d’arte, o quanto meno di gestualità estetica, come occasione per conferire (ulteriore) valore ai territori, restituendo dignità a chi li vive. A volte, trattasi dell’esito di summer school di cui siamo media partner: come quella appena conclusa a Riesi, o quella in corso a Piacenza(dove per venerdì 11 alle ore 18 è in programma la conferenza di James Corner, fondatore dello studio Field Operations; diretta streaming qui).
Infine, inauguriamo un viaggio tra i principali rinnovamenti degli allestimenti di musei e parchi archeologici nazionali, traslando l’attenzione dai temi manageriali della gestione a quelli epistemologici legati al modo in cui essi si raccontano. E, sempre sul fronte dei beni culturali, da più parti si levano preoccupati appelli sul fronte della tutela delle opere, in seguito all’approvazione dell’emendamento “salva stadi” contenuto nel Decreto Semplificazioni.

Ben ritrovati e buona lettura!