Cari lettori,
questa settimana diamo evidenza a temi legati all’offerta culturale. A Vienna registriamo lo slancio formalista dell’ampliamento del Leopold Museum; gesto inatteso, vista la continuità di firma dei rigorosi Ortner & Ortner, già artefici di tutto il Museumsquartier. A Roma, nell’ambito del nostro tour tra i principali rinnovamenti allestitivi dei musei nazionali, ci occupiamo di palazzo Barberini. A Parma, le storie gravitanti intorno all’Ospedale vecchiosi fanno racconto vivo e catalizzano il recupero dell’intero comparto monumentale, sebbene l’allestimento di Studio Azzurro lasci piuttosto in subordine gli eloquenti spazi dell’ex nosocomio. E, per restare nei luoghi di confino, presentiamo una coda dell’inchiesta sull’edilizia carceraria con un report fotografico sulla condizione delle donne a Rebibbia, indagata attraverso gli ambienti della sezione femminile.
Invece la Biennale di Venezia, orfana della Mostra internazionale di architettura, ripiega su un’antologica transdisciplinare, ripercorrendo la propria storia.
Infine, il design rialza la testa con il Compasso d’oro, in una cerimonia che tira la volata all’inaugurazione dell’ADI Design Museum nella Milano che si è appena accomiatata da Cini Boeri (ma anche da Alberto Seassaro, fondatore presso il Politecnico, a cavallo del millennio, della prima Scuola di design in Italia).

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore