Cari lettori,
a dispetto di un contesto che, nei vertici della ricerca progettuale, così come del dibattito culturale, continua a essere in gran parte appannaggio di figure maschili, l’apertura di questa settimana è, con pieno merito, dedicata a Dorte Mandrup. L’architetta danese è stata, infatti, capace di ritagliarsi un ruolo di primo piano, non solo per l’originalità delle proposte architettoniche, ma anche per il tipo di committenza, che accomuna molte di esse ed esprime l’impegno per la conoscenza e la salvaguardia degli ambienti naturali, a rischio per via della pressione antropica.
Ampio spazio è poi riservato ai temi dell’allestimento e della museografia di casa nostra. A Rimini, dove l’operazione Palazzi dell’Arte nobilita il salotto buono di una città che cerca di andare oltre i cliché del turismo marinaro all’ingrosso con piadina. A Milano, con la rinnovata Brera, meno algida e più amichevole, che nei nuovi allestimenti lavora molto sulla percezione visiva dei diversi cromatismi in rapporto ai tematismi delle sale. A Brescia, con una sofisticata monografica sul raffinato percorso interdisciplinare di Juan Navarro Baldeweg; mostra propedeutica all’allestimento, firmato dall’architetto spagnolo, per la ricollocazione della statua della Vittoria alata.
Infine, due preziosi contributi dai nostri partner: un manifesto del paesaggio promosso dall’AIAPP; un monito dell’IN/Arch Lazio circa le possibilità di trasformazione urbana a Roma, in relazione ad alcuni aspetti normativi del Decreto Semplificazioni, recentemente convertito in legge.

Buona lettura!