Cari lettori,

con il mese di ottobre e la quarta parte chiudiamo il nostro ritratto dedicato a Milano occupandoci di spazi per l’abitare e per la cultura, oltre che di libri dedicati (cui affianchiamo un’analoga rassegna per Roma). Se è indubbio il suo ruolo d’avanguardia in tanti ambiti, tra cui quello della trasformazione urbana e dell’architettura, tale primato tuttavia la colloca in una posizione di frontiera piena d’incognite e contraddizioni, alla luce delle inedite configurazioni che potrebbe assumere il vivere insieme domani, come stiamo riscontrando nell’odierno limbo pandemico.
Siamo poi lieti d’inaugurare, anche questa settimana, una nuova rubrica, che accompagnerà trasversalmente alcune delle tematiche a noi care. “Quo vadis architetto?”, a cura di Giorgio Scianca, cinefilo di razza nello scovare, a ogni latitudine, pellicole che hanno per protagonisti (o deuteragonisti) gli architetti, diventa un’occasione per capire come gli immaginari e le culture ne concepiscono la figura, discutendone il ruolo all’interno della società.
E a proposito di ruoli, considerando che a inizio 2021 il CNAPPC e alcuni Ordini provinciali vedranno l’elezione per il rinnovo delle cariche, dichiariamo la disponibilità della nostra testata, nella libertà ed autonomia che l’ha sempre contraddistinta, ad accogliere contributi di riflessione di coloro che volessero intervenire sui temi caldi dell’agenda (che poi sono sempre i soliti): riforma della professione, rapporto con la formazione universitaria e con l’aggiornamento continuo, ruolo degli Ordini e delle Fondazioni, strategie a favore dei giovani.

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: una scena di Le conseguenze dell’amore, di Paolo Sorrentino