Cari lettori,

questa settimana dedichiamo alla Svizzera un approfondimento sul tema delle infrastrutture. Lo spunto ci è dato dalla conclusione del cantiere di AlpTransit, progetto ferroviario di portata internazionale per i corridoi europei che non ha affatto conosciuto le tensioni sociali e politiche proprie del caso, pressoché analogo, dell’Alta velocità in Valle di Susa. Anzi, è stato occasione per azioni di compensazione ambientale e riassetto territoriale, in relazione al rapporto tra mobilità e tendenze insediative della conurbazione ticinese tra Lugano e Bellinzona. Così, grazie a una ferrovia di pianura tra le montagne, come recitano gli slogan, si punta a contenere le tendenze dell’espansione urbana centrifuga e omologante del territorio ticinese. La riflessione di Alberto Caruso è completata da uno sguardo panoramico di Laura Ceriolo sui principali cantieri di tunnel elvetici a venire, dove la “cura del ferro” non esclude il potenziamento su gomma. A margine, poi, l’ironica intrusione di Christian De Iuliis sugli assiomi che regolano la fenomenologia ferroviaria vista con gli occhi dell’architetto.
E se le ultime restrizioni governative ci riportano nuovamente a una fruizione della cultura “da remoto”, ecco ancora due reportage da Treviso. Il primo riguarda l’ormai consueto appuntamento del Premio Carlo Scarpa per il giardino, dove, al di là della celebrazione dell’edizione numero 31, va sottolineato un duraturo e fecondo rapporto di collaborazione tra committenza (famiglia Benetton) e progettista (Tobia Scarpa) che partorisce una nuova location espositiva, frutto di un altro attento lavoro di recupero sul patrimonio storico. Il secondo report riguarda invece una mostra su Bruno Morassutti nell’ambito della nuova edizione dell’[e]Design Festival, uno dei pochi appuntamenti che, seppur posticipato, ha esordito a settembre, ma che ora rischia di vedere interrotto il nutrito programma.

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: Cappadocia