Cari lettori,

questa settimana spaziamo all’estero, occupandoci in particolare di città. Kiruna e Anaklia stanno agli antipodi geografici e vivono destini opposti, ma le vicende che ne governano i piani rispondono entrambe a logiche prettamente economiche. In Svezia si demolisce e ricostruisce, 3 chilometri più in là, un insediamento di oltre 20.000 anime per le necessità di sfruttamento minerario del colosso aziendale padre-padrone. In uno sperduto villaggio della Georgia, invece, si è cercato di arpionare il globalismo degli scambi, millantato dalle sirene della nuova Via della seta, equiparando il territorio a un foglio bianco scarabocchiabile a piacere dai corsari del regime in quel momento al potere e/o da imperscrutabili developer. Risultato: sradicati oltre il Circolo polare artico versus fantasmi sul Mar Nero.
Non doliamoci più di tanto, dunque, delle dinamiche non propriamente effervescenti che connotano (Milano esclusa) le trasformazioni urbane di casa nostra. Così, stavolta tastiamo il polso a Torino, in occasione dei 15 anni del suo Urban Lab, che si è appena rifatto il look: un pretesto per interrogarsi anche sui modi e i media attraverso i quali raccontare i processi.
Passando alla scala edilizia, visti i ritardi e gli esiti, il nuovo aeroporto di Berlino non figurerà tra i fiori all’occhiello della locomotiva tedesca. Certo, non sarebbe dispiaciuto ad Albert Speer il classicismo tecnologico raggelato di von Gerkan, Marg and Partners, plastica immagine del reazionarismo prussiano che pare ammorbare l’odierna scena architettonica berlinese.
Torniamo infine ai Paesi Nordici: in Finlandia, ripercorrendo l’operato dei coniugi Siren e riportando l’esito del premio nazionale di architettura, assegnato al restauro dello stadio Olimpico di Helsinki. E, sul tema dello stadio, entra a gamba tesa la rubrica “L’archintruso”, con una surreale retrospettiva dal futuro, mentre a Firenze le sorti del Franchi sono sempre più appese a un filo*.

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: Un edificio della vecchia citta trasportato nella nuova Kiruna. Fotografia Jessica Nilden.