Cari lettori,

il caso delle architetture che incorporano forme di produzione agricola può forse essere visto come qualcosa in più di un mero vezzo o di una moda dettata dalle retoriche del green a tutti i costi. Nonostante il fenomeno degli orti in città, non si tratta certo di porre la questione in termini di tendenza verso l’autosufficienza alimentare su scala urbana, bensì di analizzarne i risvolti architettonici sotto il profilo della ricerca tipologica e dell’ibridazione delle funzioni. In ogni caso, un passo avanti rispetto ai vari concetti di “boschi verticali” e “case degli alberi”, ovvero condomini per appartamenti di lusso con mega fioriere sui balconi o super griglie metalliche per piante rampicanti…
Ci spostiamo poi in Austria. A Innsbruck, per fotografare una città alpina che sa tenere insieme patrimonio storico-ambientale e sguardo lungo sul domani: dalla pianificazione strategica all’architettura, la quale non è solo celebrazione del marketing attraverso i landmark, ma è anche e soprattutto qualità diffusa dell’abitare, social housing compreso. E, non molto distante dal capoluogo del Tirolo, in Vorarlberg, dove l’intervento residenziale firmato Feld72 a Bludenz è spia della vivacità di una regione alpina che ha saputo fare delle pratiche del costruire e della gestione del territorio un’occasione per elaborare linguaggi e sperimentare filiere corte quanto virtuose in ambito edilizio.
Infine, grazie alla collaborazione con New Generations, presentiamo la prima delle pillole che ritraggono la condizione dei giovani progettisti europei: guardando, in questo frangente, alle modalità di aggregazione dei professionisti emergenti.

Buona lettura!

 

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: GuerillaArchitects_HiddenBorough_2. Foto di Silvia Gioberti