Care lettrici e cari lettori,

questa settimana riserviamo un’attenzione particolare ai Paesi Bassi, con report provenienti da quattro tra le principali città che fanno parte della conurbazione della Randstad (Amsterdam, Utrecht, Leida e Rotterdam), affiancati da un articolo sui modelli abitativi legati alla residenzialità collettiva, completabili a cura dell’utente. Ne scaturisce un panorama quanto mai ricco per numero di realizzazioni e per varietà di articolazioni funzionali, strategie di rigenerazione e sperimentazioni progettuali. Su tutti, citiamo due interventi museali: il Naturalis Biodiversity Center a Leida, esito della fertile collaborazione tra gli architetti (Neutelings Riedijk) e una stilista (Iris van Herpen); il Depot Boijmans Van Beuningen di MVRDV a Rotterdam (che vanta, peraltro, almeno un noto predecessore, lo Schaulager di Herzog & de Meuron a Basilea), dove i depositi delle collezioni museali divengono epifania tettonica e urbana.

Veniamo poi ai fatti di casa nostra. Alla recensione dell’ultima intrapresa commercial-architettonico-urbana di Oscar Farinetti che, accanto al suo Eataly di Torino, ha ora partorito Green Pea, ben si attaglia il racconto della rubrica «L’archintruso» dedicato a Codivia, la città dei supermercati. Infine, quale sarà la «Domus» che ci attende nel 2021, per la direzione di Tadao Ando? Sentite le intenzioni dell’architetto giapponese, rivolte al trascendente e all’assoluto, troveremo forse le copertine della rivista confezionate col suo elegantissimo cemento armato a vista…

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: Progetto ACC Cristiana Catino e Negozio Blu architetti. Foto @Fabio Oggero