Care lettrici e cari lettori,

la vicenda del People Mover a Bologna, sul fronte degli esiti prettamente trasportistici, pare il classico caso dell’elefante che partorisce il topolino. Allora, per giustificare gli esorbitanti costi (e fingendo di scordare gli abissali ritardi), proviamo a guardare l’opera sotto il profilo dell’immagine, ovvero del marketing urbano; tuttavia, nonostante le strutture siano intrinsecamente “muscolari” (pensiamo, vieppiù, al People Mover di Venezia), la figura resta piuttosto magra…

Spostandoci in Austria, tracciamo un rapido bilancio degli ultimi 5 lustri di edilizia popolare a Vienna. Se è pur vero che sulle glorie socialiste della “Vienna Rossa” soffiano da un bel pezzo i venti del neoliberismo, l’offerta abitativa per le fasce meno abbienti resta, comunque, una tangibile testimonianza di welfare state.

La Svizzera, poi, fa la parte del leone. Dopo i fuochi d’artificio, legati agli interventi infrastrutturali della ferrovia del San Gottardo, ora Bellinzona punta sulla rigenerazione di un ampio comparto urbano, annunciando un quartiere modello. Staremo a vedere se gli esiti saranno all’altezza di un intervento che, innanzi tutto, va ritenuto per il suo iter procedurale. A Zurigo, invece, per l’ampliamento della Kunsthaus, forse troppo condizionato dall’anima calvinista della città, stavolta David Chipperfield trasmuta il suo elegante e impeccabile rigore in serioso e un po’ tetro riserbo; insomma, anche l’eccesso di contestualismo può stroppiare. C’è sempre rigore elvetico, ma anche innovazione tipologica, sublimata, attraverso la monumentalità, nel Vortex di Losanna: una patinata residenza, destinata nientepopodimeno che a studenti universitari; ma pensa un po’…

Buona lettura!

 

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: KHZ Chipperfileldbau Sammlung