Care lettrici e cari lettori,

la provocatoria e spiazzante riflessione di Carlo Olmo, in merito al pronunciamento del Mibact sui destini dello stadio Franchi a Firenze (il dibattito è aperto e ci torneremo), introduce idealmente anche la prima parte di una nostra nuova inchiesta sul riuso del patrimonio del Moderno. Ci focalizziamo sul significativo caso delle ex colonie per vacanze (che, si badi bene, non sono solo quelle marittime, più note, delle quali ci occupiamo): tra ingombranti eredità fisiche, contesti paesistici di rilievo e il rebus circa le possibili opzioni di recupero e gli attori chiamati a farsene carico.

E, mentre chiudiamo il ritratto di Verona con la seconda parte dedicata al centro della città scaligera, parallelamente ci spostiamo a Roma per riportare l’esito di alcuni concorsi. Il punto di domanda del titolo è d’obbligo, perché già quasi due anni fa dedicammo un analogo approfondimento titolato “La primavera dei concorsi”. Forse, ci è mancata la fantasia. Tuttavia, gli auspici per la Città eterna non sembrano dei più rosei, se, immediatamente a valle del verdetto delle giurie, si comincia a mettere in discussione la procedura e se, nel caso dell’Augusteo, solo in parte fruiremo (davvero a breve?) della sistemazione risultata vincitrice di una gara di 14 anni fa…

C’è poi la rassegna filmografica, a cura di Giorgio Scianca, stavolta dedicata ad alcune protagoniste dell’altra metà del cielo architettonico novecentesco. Infine, riportiamo le impressioni suscitate dall’app IO dal punto di vista del design dell’interazione.

Buona lettura!

P.S. Dopo più di 6 anni, abbiamo finalmente dato una rinfrescata all’interfaccia del sito web; inserendo, tra l’altro, a pedice del logo, una specifica importante, a testimonianza del nostro impegno: “Magazine libero e indipendente sulle culture del progetto e della città”.

Luca Gibello, direttore

 

Immagine di copertina: immagine di copertina articolo Quo vadis architetto? Icone e supereroine