Care lettrici e cari lettori,

questa settimana Vi portiamo in Belgio, per illustrare la trasformazione della Gare maritime di Bruxelles: un progetto degno di nota nell’approccio, negli esiti formali ed edilizi, nelle scelte di rifunzionalizzazione.

Proseguendo nell’analisi dei risultati regionali dei Premi In/Architettura, per la realtà di Abruzzo, Lazio e Molise si rileva l’anomalia di Roma. La capitale, infatti, per gli ostacoli e le inerzie che oppone alle discipline dell’architettura, si colloca in posizione di retroguardia rispetto al resto dei territori nella produzione di opere rilevanti. Questo non è certo un bel biglietto da visita per l’intera nazione…

Presentiamo poi un aggiornamento di un’inchiesta avviata ormai tre anni orsono sulla Cina e la scena dell’architettura globalizzata, per analizzare la folta presenza di progettisti cinesi di primo piano sulla scena di Parigi.

Infine, guardando al XX secolo, ci occupiamo di due protagonisti del racconto della modernità: la figura di sua maestà Le Corbusier raccontata attraverso il cinema, e quella di Buckminster Fuller attraverso l’autocostruzione del mito, così come ce lo ricostruisce, in maniera piuttosto acritica, una mostra a Madrid.

E a proposito di mostre, ci auguriamo che, con la riapertura di questa settimana in gran parte della Penisola, possiamo tornare a goderne e a raccontarne. Intanto, segnaliamo a Brescia che proprio da oggi (4 febbraio), la statua della Vittoria alata si svela finalmente al pubblico all’interno del Capitolium, nell’ambito del nuovo allestimento concepito da Juan Navarro Baldeweg (ce ne occupammo a suo tempo, in occasione della mostra dedicata all’architetto spagnolo, ancora visitabile presso il Museo di Santa Giulia).

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: Gare Maritime, Bruxelles. © Filip Dujardin | Neutelings Riedijk Architects