Care lettrici e cari lettori,

sotto gli auspici della transizione ecologica (a proposito, auguri di buon lavoro al neonato Ministero del neonato Governo) presentiamo una nuova rubrica, il cui riferimento alimentare va oltre l’accattivante metafora. “La casa vegetariana”, a cura di Andrea Bocco, ci presenterà interventi a bassa tecnologia e impatto ambientale; realizzazioni alternative che non disdegnano la qualità attraverso la ricerca progettuale, ma che implicano anche un cambiamento negli stili di vita. Le opere che presenteremo saranno recenti, ma non (per restare nella metafora) “appena sfornate”, in modo da capire se gli ingredienti garantiscono l’efficacia della ricetta anche “il giorno dopo”. Insomma, un’occasione per parlare di sostenibilità senza ricorrere a un termine ormai abusato e per esplorare le declinazioni di una felice decrescita architettonica.

Su un analogo versante si collocano alcuni interventi per le scuole d’infanzia in un contesto che, nel settore, ha maturato consolidate esperienze. In Olanda capita addirittura che vestigia di archeologia industriale divengano matrice per plasmare complessi destinati ai più piccoli, o che forme di circolarità nel reimpiego di materiali ed elementi costruttivi vadano oltre l’orizzonte della mera pratica virtuosa in edilizia.

Anche sul fronte urbanistico, auspichiamo che virino verso la transizione ecologica tutta una serie di lottizzazioni che, complice l’ultima crisi legata alla pandemia (nella fattispecie, assai salutare), paiono abortite. Come riportano le cronache, valga per tutte il caso del masterplan di Veneto City, polo terziario a scala sovraregionale che sarebbe dovuto spuntare dal nulla tra Padova e Venezia.

Al contrario, sul tema della riattivazione e riconversione del patrimonio costruito i margini sono enormi. Si pensi ad esempio a quello dismesso degli ordini religiosi se, come ci ricorda il cardinale Ravasi nell’intervista in preparazione al convegno internazionale di cui questo giornale è media partner, con gli attuali trend, in Italia l’ultimo convento chiuderebbe i battenti nel 2046…

E proprio sugli aspetti del patrimonio culturale concludiamo il nostro ritratto di Genova, pubblicando la terza puntata dell’inchiesta a cura di Emanuele Piccardo.

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: dall’articolo La Casa Vegetariana