Care lettrici e cari lettori,

dopo la prima parte presentata la settimana scorsa, concludiamo il reportage da Cipro, guardando, oltre la capitale Nicosia, alle altre città principali dell’isola, combattute tra la ricerca di un’identità e il richiamo delle sirene degli investimenti turistici internazionali (si veda la vicenda dei cosiddetti “passaporti d’oro”, messi fuorilegge dal Governo solo nell’ottobre scorso). Ci spingiamo poi ancora più a Oriente, con la prima parte del ritratto di Teheran, dove, nel cupo regime degli Ayatollah, non senza sorpresa, scopriamo che si bandiscono (e concretizzano) concorsi per opere pubbliche (non di regime), che le moschee possono allontanarsi da triti stilemi storicizzanti e che si bada alla qualità dello spazio pubblico.

In seguito, recensiamo una serie di mostre, per simulare una parvenza di normalità in questi tempi difficili e supportare un settore tra i più penalizzati. Il rischio è che molte rassegne risultino quasi inaccessibili (come quella su Loos a Vienna), o fruibili solo digitalmente da remoto (in tal senso si è attrezzato lo CSAC di Parma per la mostra sul design). Tanto più, ci si rammarica quando i tesori sono già da tempo indisponibili: è il caso, nella Roma che festeggia la riapertura (parziale) del Mausoleo di Augusto, della collezione Torlonia, impreziosita da un allestimento di David Chipperfield invero non riuscitissimo.

Per concludere sul tema del patrimonio, pur esulando dai contenuti di questa newsletter, apprendiamo con piacere che la ferrovia Cuneo-Nizza/Ventimiglia (la cosiddetta “ferrovia delle meraviglie”, di cui ci siamo già occupati) è risultata vincitrice del decimo censimento “I Luoghi del cuore” organizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano. Provoca una certa… irritazione pensare che tale infrastruttura sia a continuo rischio soppressione dall’ente ferrovie in quanto “ramo secco”, mentre la liquidazione (che si trascina da quasi otto anni) di un ente da cui sarebbe dovuta “germogliare” un’infrastruttura mai realizzata (il ponte di Messina da parte della società statale Stretto di Messina Spa) costa alle nostre tasche 1.500 euro al giorno…

Comunque, se non siete troppo arrabbiati, buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: Teheran