Care lettrici e cari lettori,

dopo la prima parte presentata la settimana scorsa, concludiamo il nostro reportage da Teheran rivelando un folto drappello di giovani che mastica buona architettura, attraverso l’attualizzazione delle tipologie tradizionali degli spazi domestici.

E a proposito di giovani, la nuova puntata della rubrica New Generations illustra alcuni casi in cui i sodalizi professionali sono scaturiti grazie alla partecipazione a concorsi. Concorsi che, venendo alle nostrane cronache recenti, paiono ancora una volta bistrattati. Ad infierire, nelle ultime settimane, è stata la Città di Milano, mandando in gara, in deroga al Codice degli appalti, i lavori per il complesso scolastico di via Scialoia sulla base del progetto di fattibilità aggiudicato tramite concorso a Modus Architects, mentre la Soprintendenza, attraverso un parere, di fatto inficia i contenuti del Documento preliminare alla progettazione del bando “Novecentopiùcento” per l’ampliamento del Museo del Novecento in piazza Duomo.

Nei dintorni dell’8 marzo, tiriamo qualche somma circa l’efficacia e l’appropriatezza dei processi di progettazione partecipata, in rapporto all’inclusione delle donne e dei bambini. E la prospettiva di genere non muta se guardiamo alla realtà professionale che, a dispetto della base presidiata talvolta oltre il 50%, all’apice esprime pochissimi nomi. Un fenomeno perfettamente rispecchiato nella filmografia, con l’emblematica quanto arida figura di Solness. Così, dopo la scomparsa di Zaha Hadid, l’avvizzito olimpo delle star è ancor più declinato al maschile. In questo scenario, suona come compensazione tardiva, super gradita, l’assegnazione del Leone d’oro speciale alla memoria a Lina Bo Bardi (1914-1992) da parte di Hashim Sarkis, curatore della Biennale Architettura 2021 prevista dal 22 maggio, e che gli organizzatori veneziani confidano di non rinviare, per il secondo anno, a causa della pandemia.

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: dall’articolo Partecipazione vs diversità, facciamo il punto