Care lettrici e cari lettori,

continua il nostro viaggio tra le città, approdando a Lecce. La prima parte del ritratto dedicato al capoluogo pugliese, non è priva di sorprese perché, come si evince dal titolo, le politiche urbane recenti, fortunatamente, non guardano solo al turismo, al gioiello del celebrato centro storico, ma s’irradiano alla periferia e al territorio.

Presentiamo poi un doppio supplemento al ritratto di Genova. Dapprima, una riflessione sull’edilizia residenziale pubblica, focalizzata sull’annoso caso di Begato, dove la rigenerazione che segue l’abbattimento delle “dighe” non può passare esclusivamente per logiche quantitative di sostituzione di cubature. A seguire, un contributo alle più generali questioni dello sviluppo urbano che ci giunge dal locale Ordine degli architetti.

Palermo, invece, le scelte localizzative e strategiche legate al concorso per il nuovo centro direzionale della Regione Siciliana, di cui si riportano gli esiti, aprono a non pochi interrogativi. Se il presidente Musumeci annuncia enfaticamente che si tratterà della «più grande opera pubblica, nel settore dell’edilizia, mai varata in Italia», stante che ancora occorre reperire le risorse per l’opera, auguriamo che le cose vadano meglio rispetto a un altro polo direzionale, quello della Regione Piemonte a Torino, partito tra gli squilli di tromba del concorso vinto da Studio Fuksas nel 2001 (vent’anni fa!) ma da tempo insabbiato tra clamorosi ritardi e stalli del cantiere, fallimenti d’imprese appaltatrici, disconoscimento del progettista e vertenze giudiziarie.

Potremo forse allietarci i cuori ripercorrendo la vicenda tedesca del recupero “bio” del Sandberghof, primo caso studio della rubrica “La casa vegetariana” a cura di Andrea Bocco. Tra l’altro si osserva che, ai fini della valutazione prestazionale di edifici antichi riattati con materiali naturali, come nel caso in questione, la modellistica di calcolo, offerta da software e normative, spesso si rivela completamente fallace. Tuttavia, anche sul green, un po’ d’ironia non guasta: così, il nostro Archintruso“, sempre alle prese con svariati registri “letterari”, stavolta propone un manifesto, ovviamente di tendenza. Ma, lo dichiariamo subito a scanso d’equivoci: trattasi di un fake!

Infine, per la cronaca, ci rallegriamo per l’assegnazione del Premio Pritzker 2021 all’antidivistico duo francese composto da Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal: ce ne occuperemo presto.

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: dall’aarticolo La casa vegetariana. Sandberghof, 3 secoli e non sentirli