Care lettrici e cari lettori,

questa settimana spostiamo l’attenzione principale su temi urbanistici. A 20 anni dalla Convenzione europea del paesaggio, vediamo come sta in Italia la pianificazione paesaggistica, ancora recepita a singhiozzo a livello regionale. E proprio sulla pianificazione si riscontra la più alta conflittualità di competenze tra organi pubblici centrali e periferici, che dà grande lavoro alla Corte costituzionale. Se, da una parte, le regioni non paiono mature per gestire il governo del territorio, dall’altra, forse, un aggiornamento della Legge urbanistica nazionale del 1942 non guasterebbe. Ma il nodo centrale pare essere la discrepanza concettuale che intercorre tra governo del territorio e tutela del paesaggio, quando invece quest’ultima dovrebbe essere elemento fondante per quell’altro. E le conseguenze, seppure indirette, sono evidenti ai fini della valorizzazione del patrimonio. Si consideri, come nel caso di Villa Girasole, l’inopportuna alienazione delle proprietà di pertinenza dell’originale dimora “rotante” nel veronese, che accrescono le difficoltà di tutela di un bene già di per sé vulnerabile e, da anni, degradato.

Torniamo poi a Lecce, per la seconda e conclusiva parte del ritratto dedicato al vivace capoluogo pugliese, dove non mancano gli investimenti dei privati: forse, però, tra edilizia senza qualità e luxury, occorrerebbe trovare una via di mezzo…

Infine, dedichiamo un approfondimento a Lina Bo Bardi, insignita del Leone d’oro della Biennale di Venezia che suona come risarcimento tardivo a una protagonista dell’architettura del Novecento di radice italiana, da affiancare senza tema alle consolidate genealogie e prosopografie dei maestri (tutti maschi).

Buona lettura!

 

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: il territorio del Gargano (Foggia) tra San Giovanni Rotondo e Carpino (foto di L. La Riccia)