Care lettrici e cari lettori,

la celebrazione di Lacaton & Vassal, vincitori del Premio Pritzker 2021, è anche un’occasione per ripercorrere le ingenti questioni e le robuste genealogie che, in Francia, ruotano intorno al tema dell’abitare, della committenza (soprattutto pubblica) e delle ricerche progettuali degli architetti, dalla seconda guerra mondiale in poi. Se ne deduce un radicale (e, speriamo, definitivo) cambio di prospettiva, centrato sulla considerazione degli utenti, delle loro necessità e dei loro gusti (sebbene magari non sempre condivisibili); un totale ribaltamento rispetto alle demiurgiche, apodittiche e dogmatiche posizioni lecorbusiane.

In Siria, invece, non c’è davvero nulla da celebrare. Per i temi che ci riguardano, il bilancio di dieci anni di un conflitto che continua a segnare un’ecatombe umanitaria va oltre le conclamate vicende della distruzione o danneggiamento dei noti siti storici e archeologici. C’è, infatti, un secondo aspetto, meno evidente e rilevante ma assai pervasivo, che riguarda la compromissione del patrimonio e del territorio a seguito delle dinamiche insediative di ricollocazione di profughi e sfollati interni al martoriato Paese. Vieppiù, si apprende anche di compromissioni legate a esigenze turistiche…

Ci spostiamo poi in Austria, per misurare il protagonismo urbano di Graz (in competizione con l’inarrivabile Vienna). Dopo la stasi susseguente l’ubriacatura da Capitale europea della cultura, ormai quasi vent’anni fa, il capoluogo stiriano torna a correre, e vorrebbe farlo  puntando anche su abnormi politiche della mobilità.

Infine, riprendiamo, ahinoi, date le circostanze, i temi della condizione abitativa ai tempi della pandemia attraverso una riflessione e alcune pubblicazioni.

Buona lettura e serena Pasqua!
Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: foto dall’articolo Pandemia e dintorni, i-stanze per abitare