Care lettrici e cari lettori,

sarà che trattavasi per ora di redigere il masterplan preliminare, ma gli esiti del concorso per la rigenerazione dell’ex scalo di Porta Romana a Milano non paiono eclatanti sul piano dell’immagine urbana. Che, poi, il parco fosse il cuore del progetto, era cosa assai prevedibile, visto che lo stesso bando, in ossequio agli imperativi del tempo presente, richiedeva di disporre a verde pubblico almeno il 50% della superficie, lasciando in subordine l’edificato.

Ci spostiamo poi a Stoccolma per la prima parte di un ritratto in tre puntate dedicato alle trasformazioni in atto nell’ultimo decennio nella capitale svedese, la quale rincorre i valori dell’ecologia ma rischia d’incespicare sul tema della densificazione urbana, come vedremo in seguito.

Intanto, se si vuole trovare un minimo risvolto positivo in questa terribile pandemia, questo riguarda la straordinaria accelerazione impressa a dinamiche preesistenti che potranno condurre a stimolanti inversioni di tendenza circa il governo del territorio. Ciò vale, ad esempio, nel caso della proliferazione dei centri commerciali che, a partire dal caso paradigmatico degli Stati Uniti, sta finalmente segnando saldi negativi tra aperture e chiusure. Qui, poi, si apre la partita, per nulla scontata, della riconversione, che rischia di lasciarsi dietro una quantità abnorme di relitti.

Così, a proposito di relitti e usi del territorio, venendo alle italiche cronache slegate dai nostri approfondimenti, desta sgomento la paradossale vicenda che il Parco della legalità, sorto a Bari sul sedime del famoso scheletro cementizio multipiano di Punta Perotti, sia illegale in virtù di mancati adempimenti circa la proprietà dei suoli, e stia andando incontro a risarcimenti milionari nei confronti dei privati. Salendo invece a Nord, proprio in quel Triveneto devastato dai capannoni, due notizie risollevano un poco il morale: l’allontanamento delle grandi navi da crociera dal bacino di San Marco (proprio in occasione dei 1600 anni dalla fondazione di Venezia); la sentenza della Cassazione che ha dato ragione al Comune di Besenello (Trento) contro la prosecuzione della già contestatissima autostrada A31 Valdastico Nord nel tratto (orograficamente assai problematico) che dovrebbe raccordarsi a quella del Brennero.

Buona lettura!

 

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: il centro commerciale dismesso Oltrepo a Cigognola (Pavia; foto di Giampaolo Evangelista)