Care lettrici e cari lettori,

a due anni dal terribile incendio, facciamo il punto sulla ricostruzione della Cattedrale di Notre-Dame. Assodata la strada del ripristino filologico, emerge il vistoso scollamento tra gli aspetti patrimonialistici, totalmente avocati ai Monuments Historiques, e quelli urbani, in capo alla Municipalità. Così, in un’Île de la Cité sempre più ridotta a scenografia per turisti, sta per andare in scena un concorso internazionale che dovrà giocoforza assumere la chiesa come un point de repère alla stregua di un’operazione haussmanniana, ma con oltre un secolo e mezzo di ritardo. Intanto, con l’ironia che la contraddistingue, la rubrica “L’archintruso” celebra a suo modo Notre-Dame, andando a scovare una copia statunitense realmente esistente, ma “ricamando” tuttavia sulle modalità di trasferimento degli immaginari e dei modelli…

Restando in Francia, scendiamo a Marsiglia per verificare, dopo i celebrati fasti, la fase 2 della trasformazione urbana; una trasformazione meno appariscente ma necessaria per colmare, almeno in parte, il divario tra i quartieri patinati del loisir e del business, e quelli in cui vivono le persone comuni.

E, a proposito di rigenerazione urbana di casa nostra, presentiamo le osservazioni dell’Istituto nazionale di urbanistica al disegno di legge in materia, attualmente all’attenzione dell’agenda politica.

Grazie al supporto di Open Project, lanciamo poi una nuova inchiesta, di particolare interesse visto il frangente (cfr. anche il report Real Estate DATA HUB, appena pubblicato da RE/MAX Italia in collaborazione con Avalon), che riguarda il futuro degli spazi del lavoro direzionale e produttivo. Non si tratta solo di analizzare lo scenario smart working nel post Covid-19, ma soprattutto di capire i rapporti tra spazi, esperienza quotidiana e vita di comunità alla luce di concetti quali appartenenza e identità, come emerge dall’introduzione, retrospettiva, di questa prima puntata.

E se il Congresso UIA2021 Rio si annuncia in modalità soft via web, pare che la prima importante esperienza post-pandemica l’avremo alla Biennale di Venezia, che conferma le date. Così, l’evento, il quale necessariamente si nutre di densità e di assembramenti, prima ancora che attraverso la mostra, ci farà sperimentare How will we live together?

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: Oli Gabe, “Building upon building” (studio sul recupero dei dintorni di Notre-Dame e dell’Île de la Cité realizzato sotto la direzione del professor Josep Maria Garcia Fuentes, School of Architecture, University of Newcastle-upon-Dyne, 2019-20)