Care lettrici e cari lettori,

nella settimana delle riaperture, in cui s’insedia il nuovo Consiglio nazionale degli architetti e si vara il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), ci allineiamo al tema della transizione ecologica (già assurto a tormentone, complementare alla “sostenibilità”), facendo il punto sugli eco-quartieri. In particolare, le politiche dell’Unione europea stanno promuovendo i Distretti energetici positivi, per trasferire i saldi attivi dalla scala edilizia a quella urbana.

Senza enfasi, nei linguaggi della comunicazione come in quelli formali, ma già dentro la filosofia del Nzeb era, al momento della progettazione, l’intervento presentato dalla nostra rubrica La casa vegetariana“. Così, a 10 anni dalla realizzazione, l’abitazione norvegese di Biestøa sembra aver superato i collaudi.

Ci sia concesso ancora un appunto sul PNRR. Apprezziamo che oltre 57 miliardi di euro paiono destinati alla manutenzione e messa in sicurezza del territorio in chiave preventiva nei confronti degli eventi estremi; apprezziamo un po’ meno che ingenti risorse vengano destinate anche a grandi opere architettoniche autoreferenziali, non certo tra le priorità delle agende di rigenerazione urbana. Valga per tutte il caso del Museo del Mediterraneo a Reggio Calabria, frutto di un concorso vinto da Zaha Hadid Architects nel 2007: una vita fa, prima della crisi economica e di una certa pandemia da virus…

Al contrario, sembra ieri che era tra noi un maestro di scomposizioni e ricomposizioni come Enric Miralles, che la sua Barcellona ricorda nel ventennale della scomparsa.

Tornando invece al tema concorsi, in Svizzera saranno anche meno altisonanti, ma si bandiscono addirittura per le nuove sedi universitarie, come dimostrano le due realizzazioni da poco inaugurate in Canton Ticino.

Infine, entriamo nel vivo dell’inchiesta sul futuro degli spazi del lavoro, parlando di uffici. Un futuro ancora indecifrabile. Se è vero che non si sa ancora quali forme ibride assumerà lo smart working, tra “presenza” e “distanza”, il vero nodo può essere un altro, come dimostrato dal caso della sede berlinese dell’editore Springer, firmata da OMA: cosa metteremo nel contenitore, il giorno in cui i testi saranno scritti dall’intelligenza artificiale?

Buona lettura!

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: © Laurian Ghinitoiu | Axel Springer Campus, Oma