Care lettrici e cari lettori,

da presupposti e punti di vista diversi, molti dei contenuti di questa settimana contribuiscono al ragionamento sui modi di “fare città”. Il caso di Linz rivela le possibilità di convivenza con la grande industria (nella fattispecie, il colosso metallurgico della Voestalpine, ancora attivo), ma anche con le occasioni di rilancio legate alla sua eredità (si veda il riutilizzo collettivo dell’altrettanto colossale Tabakfabrik di Peter Behrens).

Ad Aprilia, il vuoto lasciato dai progetti incompiuti dell’edilizia popolare diventa il fulcro di un’operazione d’identificazione civica riconosciuta nella partecipazione e nella condivisione dei processi e del cantiere con gli abitanti; con l’esito finale di un playground che pare quasi d’essere in Olanda…

In Germania, lo Städtebaupreis 2020 va a un comparto di Berlino-Kreuzberg che dimostra che rigenerazione e gentrificazione non sono per forza sinonimi. (E, a proposito di Berlino, tutti parlano del terminato restauro della Neue Nationalgalerie per mano di David Chipperfield Architects; noi, però, preferiamo attenderne l’apertura e toccare con mano dal vivo, evitando così di somministrare l’ennesimo comunicato precotto…).

E, ancora, di modi d’intendere la città e di ragionare sulle progettualità urbane parlano i contributi giunti, sotto forma di lettere, all’interno del nostro forum.

Buona lettura!

 

Luca Gibello, direttore

Immagine di copertina: pittura di Guido Mannini ch raffigura la città di Ghardaia (Algeria), dall’articolo Critica alla ragion resiliente