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Condividiamo questo commento di Marco Opla, chiaro e inequivocabile, che abbiamo letto nel suo profilo, scritto dopo il momento dedicato all’architettura all’interno delle giornate Stati Generali .
(Alberto Andrian, Julian Adda).

Qualcosa non torna. Certo è che le cose non funzionano bene. Sprechiamo un disastro di energie, non solo fisiche, ma sopratutto intellettive. Se poi misuriamo la dinamicità di evoluzione delle risposte ai grandi temi, al di là dei proclami e dei manifesti, troviamo spesso valori prossimi al nulla. “Architetti per il futuro” è stata una maratona di 24 ore organizzata dall’ordine nazionale degli architetti, un lavorio preparatorio intenso immagino, tutto on line con molti coordinatori e centinaia di interventi. Ho creduto che una corretta divulgazione degli interventi, dei suggerimenti in chat ed altre formule di interazione potessero costituire una nuova modalità di sedimentare efficaci procedure di sostegno, dal basso (dagli iscritti, quantomeno), ed invece non si è neppure riusciti (ad oggi, e oggi è ormai tardi) a pubblicare gli interventi cosi come andati in onda nella piattaforma, seguendo i cinque filoni portanti delle discussioni (li trascrivo, perchè sono belli e riempiono bene i palinsesti dei nostri pensieri innovativi: 1 – Sfide Globali, Driver Progettuali; 2 – L’Italia, una rete di Resilient City; 3 – Abitare Sostenibile; 4 – Rigenerazione Urbana/Territoriale, fra spazio pubblico e servizi di prossimità; 5 – Riattivare i processi attraverso nuovi modelli virtuosi). Poteva essere base per condivisioni per sentirsi più uniti, poteva. E così qualche settimana dopo, non so come, ma si è contribuito alla stesura del “Manifesto delle professioni per la rinascita dell’Italia”, 10 punti che si fa fatica a non condividere per la loro quasi ovvietà, durante gli Stati Generali delle Professioni del 4 giugno. E agli Stati Generali, quelli indetti dal Governo, quali istanze e visioni si è potuto portare? lo sapete voi? cosa avrà mai riportato il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali, il 19 giugno scorso? L’ultima giornata però, nel pomeriggio finale, sono stati ascoltati numerosi personaggi di spicco della cultura italiana, così come Elisa per la musica e la Guerritore per il teatro, hanno dato il loro contributo personale gli architetti Massimiliano Fuksas e Stefano Boeri, non so in quale ordine. L’uno lanciando ‘un piano del secolo per la casa’ (e siamo già agli anni ’20) l’altro portando 5 proposte molto operative. Sarà che ‘5 è il numero perfetto’ è un ottimo film uscito l’ultima stagione (un David), sarà il numero 5 che lo ritroviamo nella maratona iniziale, che i temi dei due 5 in qualche modo si intersecano, che di architetti si parla, di architetti iscritti agli ordini, di ‘architetti per il futuro’, ma qualcosa non torna. Qualcosa legato al tempo, al ritmo, alla sincronia mancata.”
(Marco Opla)